Fondazione Industriali accompagna i 41 dipendenti di Embo di Caramagna Piemonte verso nuove opportunità occupazionali

Data
  • 25 Gennaio 2026

Dare risposta a una crisi industriale costruendo prospettive concrete per le persone coinvolte. È questo l’obiettivo di Fondazione Industriali a sostegno dei 41 lavoratori di Embo, società metalmeccanica interessata da una procedura di licenziamento collettivo. La vicenda riguarda l’intero organico dell’azienda, operativa a Caramagna Piemonte, nella produzione di componentistica metallica per il settore automotive. I lavoratori coinvolti sono complessivamente 41, di cui 11 tra quadri e impiegati, e 30 operai. Si tratta di professionalità diversificate e spesso specializzate, distribuite lungo tutta la filiera produttiva, oggi alle prese con una fase di transizione complessa. In questo contesto si inserisce l’azione dalla Fondazione degli Industriali, ente del Terzo Settore nato su iniziativa del sistema industriale cuneese. La Fondazione interviene in situazioni di difficoltà legate al lavoro, con l’obiettivo di favorire il reinserimento occupazionale prima che le crisi producano effetti sociali più profondi. L’ente opera come soggetto non profit, senza finalità commerciali, e utilizza il lavoro come leva di inclusione, coesione e sviluppo territoriale, mettendo in relazione imprese, istituzioni e persone.

«La Fondazione nasce dall’idea che il lavoro non sia solo un contratto, ma un elemento centrale della vita delle persone e delle comunità», spiega la presidente Giuliana Cirio. «In situazioni come questa, segnate dalla chiusura di un’azienda e dall’incertezza per molti lavoratori, il nostro compito è costruire ponti. Il “lavoro buono” significa offrire opportunità reali, tutelate e qualificate, capaci di tenere insieme competenze professionali, esigenze personali e responsabilità delle imprese verso il territorio».

Il progetto dedicato ai lavoratori della Embo è stato presentato direttamente ai dipendenti nel corso di un’assemblea sindacale dei lavoratori, durante la quale la Fondazione ha illustrato un modello di intervento che non si sostituisce al mercato del lavoro né alle aziende, ma ne facilita il funzionamento.
L’incontro è stato possibile grazie al clima di collaborazione costruito con i rappresentanti sindacali e, in particolare, al ruolo svolto dalla Uilm e dal suo segretario provinciale Roberto Lopreiato, che hanno favorito un confronto aperto e costruttivo.

La Fondazione non assume né somministra lavoro: il contratto resta in capo all’impresa che assume, mentre il ruolo dell’ente è quello di accompagnare, orientare e monitorare i percorsi di inserimento, riducendo il rischio che l’uscita dall’azienda si trasformi in una condizione di fragilità duratura.

«La chiusura di un’azienda è un momento complesso, soprattutto dal punto di vista umano», commenta Alessandro Emanuel, titolare di Embo. «In questa fase, oltre a gestire correttamente tutti gli aspetti normativi, era importante offrire ai lavoratori uno strumento concreto per guardare avanti. L’intervento della Fondazione Industriali ha rappresentato un supporto prezioso, perché consente di accompagnare le persone nel percorso di ricollocamento e di creare un collegamento diretto con il tessuto imprenditoriale locale, trasformando una fase difficile in una prospettiva di continuità professionale».

«Abbiamo apprezzato fin da subito l’approccio della Fondazione Industriali, che si è inserita in modo rispettoso e collaborativo nel percorso sindacale già avviato», sottolinea Roberto Lopreiato. Il lavoro svolto insieme ha contribuito a mantenere un clima costruttivo anche in una fase complessa come quella della chiusura. In situazioni di crisi aziendale come quella di Embo, un approccio basato sullo scontro rischia infatti di produrre effetti negativi proprio sui lavoratori. La strada scelta è stata invece quella di tutelare le persone, piuttosto che concentrarsi sul prolungamento di un rapporto di lavoro che non avrebbe comunque avuto prospettive future. Questo ha consentito di accompagnare la chiusura dell’azienda senza strascichi legali e di gestire la fase finale in bonis, evitando ulteriori conseguenze negative per i lavoratori, come spesso accade nei casi di fallimento.

Cuore operativo dell’intervento è una piattaforma digitale che raccoglie in modo strutturato i profili professionali dei 41 lavoratori, valorizzando non solo le competenze tecniche ma anche informazioni utili a un abbinamento realistico, come la disponibilità oraria, la mobilità territoriale e le esigenze di conciliazione. Parallelamente, la Fondazione Industriali ha coinvolto le aziende situate entro un raggio di circa 30 chilometri da Caramagna Piemonte. Si tratta di un’area caratterizzata da un tessuto imprenditoriale dinamico, con numerose realtà manifatturiere, metalmeccaniche, logistiche e di servizi industriali, molte delle quali impegnate nella ricerca di personale qualificato. Alle aziende potenzialmente interessate verrà rivolta una chiamata diretta per valutare i profili disponibili e le possibili opportunità di inserimento, anche con tempistiche differenziate. Il percorso prevede colloqui individuali mirati e un accompagnamento che prosegue anche dopo l’eventuale inserimento, attraverso un’attività di monitoraggio condivisa con lavoratori e imprese.

«Viviamo in una provincia ricca di opportunità, grazie a uno straordinario tessuto imprenditoriale che continua a esprimere un forte bisogno di competenze», prosegue Cirio. «Confidiamo che le imprese del territorio rispondano positivamente a questa sfida, dimostrando ancora una volta il loro dinamismo e la capacità di trasformare una situazione di crisi in un’occasione di crescita condivisa».